Dicembre 14, 2025 Comunicazione e Public Speaking
L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE
Quante volte durante un discussione avrai detto: “non riusciamo proprio a capirci”, “ non riesco proprio a spiegarmi”, “proprio non vuoi capire”.
Saper comunicare efficacemente è un’arte! E’ fondamentale, sia nel rapporto con gli altri che nel dialogo con sé stessi. Con gli altri una buona comunicazione favorisce relazioni sane, comprensione reciproca e collaborazione, crea connessioni. Con sé stessi invece, il dialogo interno influenza l’autostima, le decisioni e la gestione delle emozioni, contribuisce a costruire equilibrio e consapevolezza. Entrambe le dimensioni sono indispensabili per vivere in modo autentico, sereno e quindi nel benessere, entrambe sono correlate tra loro.
In questo articolo vedremo alcuni aspetti che incidono su una buona comunicazione con l’esterno.
Il termine comunicare deriva dal latino cum (con) munire (legare) quindi collegare, mettere in contatto due o più interlocutori che si scambiare reciprocamente dei messaggi in vario modo. In una buona comunicazione ci sono regole fondamentali, come l’ascolto attivo che riguarda l’ascoltare con empatia per cercare davvero di comprendere il punto di vista dell’altro, la chiarezza espositiva, il rispetto dell’altro anche nei turni di parola, e tanti altri aspetti.
Paul Watzlawick, lo psicologo austriaco, naturalizzato statunitense ed esperto in comunicazione, nel suo famoso libro “Pragmatica della comunicazione umana” afferma che non si può non comunicare, non è possibile non inviare un qualsiasi messaggio a chi ci osserva o ascolta, non solo le parole che utilizziamo sono importanti ma anche il modo in cui le esprimiamo, il tono della voce, il ritmo del parlare, la nostra gestualità e postura, comunichiamo con un’espressione facciale ma anche con lo stare immobili, o in silenzio, possiamo quindi connetterci e comunicare alle persone anche cose per le quali a volte non servono le parole, come emozioni e sentimenti.
Questo assioma può essere meglio compreso grazie allo psicologo statunitense Albert Mehrabian che identificò tre componenti della comunicazione: verbale, paraverbale e non verbale, queste tre componenti incidono in percentuali differenti su ciò che vogliamo esprimere
– Comunicazione verbale (7%): le parole pronunciate ed il loro contenuto informativo, esprimono il
“cosa”.
– Comunicazione Paraverbale (38%): il modo in cui esprimiamo le parole ed il modo in cui il
messaggio viene percepito. Riguarda aspetti vocali, come il tono della voce, il suo ritmo e timbro, la
velocità con cui si parla, le pause ed i silenzi, questi aspetti accompagnano il messaggio parlato e ne
modificano il significato e l’impatto emotivo.
– Comunicazione non verbale (55%): il linguaggio del corpo, gestualità e postura, le espressioni
facciali, gli sguardi, la prossemica, ossia la distanza che si mantiene rispetto ad un interlocutore, in
una situazione di confidenza gli interlocutori tenderanno ad essere più vicini tra loro e più distanti in
una situazione di maggiore estraneità. Riguarda le emozioni e le vere intenzioni, si può capire se
sono più o meno autentiche, trasmette dei feedback per comprendere meglio le relazioni. Esprimono
il “come”.
Iniziare a comprendere che una buona comunicazione passa dalla conoscenza di regole comunicative
basilari ci permette di comunicare in modo più consapevole e responsabile, di acquisire maggiore assertività ed efficacia rispetto a ciò che vogliamo comunicare per creare relazioni sane, costruttive e nel rapporto reciproco. Possiamo evitare di generare incomprensioni e conflitti perché come diceva lo psicologo statunitense Marshall Rosenberg, le parole sono finestre, oppure muri.